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8.3.1 Richard Rolle

Richard Rolle è il primo degli autori inglesi del XIV secolo. Nacque a Thornton Dale presso Pickering nello York-shire intorno al 1295 da famiglia umile. Poco si sa della sua giovinezza, ma dovette farsi eremita prestissimo e si mostrò così pronto d’ingegno che il prete suo maestro di scuola gli pagò gli studi ad Oxford. A diciott’anni interruppe gli studi di artes ad Oxford e si recò a Parigi, dove frequentò la Sorbona a partire dall’anno 1318 e conseguendovi il titolo di maestro in Teologia. Uomo di vasta cultura, fece ritorno in Inghilterra verso il 1326, poco più che trentenne. Deciso a lasciare il mondo, sentì la vocazione ad una speciale consacrazione, ma non si sentiva chiamato ad abbracciare alcun Ordine religioso. Trascorse tre anni nella penitenza e nella preghiera, nei boschi, in solitudine. Andò vagabondando, ed un giorno, a Dalton, entrato in chiesa, fu riconosciuto dai figli d’un suo compagno di studi. Fu invitato a predicare e commentò le parole di San Paolo sui gemiti inenarrabili coi quali lo Spirito prega nell’uomo. Lo fece con tale forza da guadagnarsi i parrocchiani ed il loro capo; erano cominciate le grazie propriamente straordinarie. Egli stesso nel The fire of love (Incendium amoris) descrive la prima esperienza mistica in questi termini:

“Non so dire quanto fui impressionato la prima volta che sentii il mio cuore scaldarsi, e veramente, non immaginosamente, bruciare, come se fosse avvolto dal fuoco. Rimasi sorpreso per il modo in cui questo fuoco divampò e per come questa nuova sensazione apportò una grande inaspettata consolazione. Io mi toccai il petto per essere sicuro che ciò non dipendeva da un fatto fisico, e mi resi conto che tutto proveniva dall’interno, che questo fuoco d’amore non aveva causa né materiale né peccaminosa ma era una grazia del mio Creatore. Ero assolutamente appagato; volevo solo che il mio amore crescesse in intensità. Questo desiderio si faceva sempre più forte in me, per effetto del grande diletto e della dolcezza interiore che quella fiamma spirituale produceva dentro la mia anima. Prima che mi fosse infusa questa consolazione non avrei mai immaginato che in questo esilio terreno un uomo potesse conoscere un tale fuoco e la sublime devozione che esso genera. Esso infiammava la mia anima, come se in essa si sprigionasse un vero fuoco”. (Traduzione da: The fire of love, Bungay, Suffolk 1981[2]).

Rolle mette per iscritto quanto la sua esperienza gli aveva insegnato, con un linguaggio infuocato che ricorda quello di Enrico Suso. La sua opera più conosciuta è l’Incendium amoris, tradotto in inglese da Richard Mysin nel 1434-1435. Probabilmente, a questa primo libro, segue cronologicamente il Modello della vita perfetta, Form of perfect living. A quest’ultimo bisogna aggiungere il Melos amoris, uno scritto importantissimo come autobiografia e apologia della sua vita personale ed intima. Nel Melos amoris tre fenomeni caratterizzano la sua esperienza contemplativa: il calore (calor) il canto (canor) e la dolcezza (dulcor) a volte descritta come rapimento (raptus). Ma concordiamo con Vandenbroucke nell’affermare che tali distinzioni non corrispondono necessariamente a tre fasi della vita mistica; nella contemplazione di Rchard Rolle esse sono spesso confuse tra loro e non determinano tre stati diversi d’orazione soprannaturale. C’è poi l’operetta Emendatio vitae, di carattere più moraleggiante. Infine il Canticum amoris de Beata Virgine e un commentario sui primi versetti del Cantico dei Cantici.

Rolle scrisse in inglese e in latino, evidenziando una certa indipendenza nei confronti di idee tradizionali, specialmente nei commenti scritturistici e nella Spiegazione del Pater.

Dall’analisi dei testi risulta che il nostro maestro non sia arrivato all’apice della vita mistica, al “matrimonio spirituale”. Le sue composizioni letterarie rispecchiano la dipendenza da San Bernardo e dalla mistica francescana ed  eserciteranno un grande influsso sulle generazioni seguenti. In Inghilterra i mistici che non erano chierici, come Richard Rolle, dovettero esprimere autorevolezza e santità di vita per affermare l’autenticità della dottrina, come ha mostrato Nicholas Watson (cfr. Richard Rolle and the Invention of Authority, Cambridge University Press, Cambridge 1991).
La fama di Rolle, di fatto, crebbe sempre più in seguito a dei prodigi da lui compiuti. Si sa che egli operò la guarigione miracolosa dell’anacoreta Dame Margaret Kyrkby, alla quale rimarrà legato da un amore sacro simile a quello che congiunse san Francesco a santa Chiara, che unirà san Francesco di Sales a santa Giovanna di Chantal. Il nostro mistico percorse in lungo e in largo la regione dello Yorkshire, e non visse mai in completa solitudine. Si dedicò alla predicazione e alla direzione spirituale vivendo nei pressi d’un monastero di monache cistercensi.
Muore ad Hampole il 29 settembre 1349, forse vittima della peste nera. Dopo la sua morte i Lollardi cercheranno di alterare i suoi scritti, ma senza riuscirci; le monache protessero i codici autentici, che furono letti ed ebbero grande fortuna, fino a tutto il ‘500.